Banche e finanza

Crisi d’impresa e pre-allerta: la nuova normativa

19 March 2026 · 3 min di lettura

Crisi d’impresa e pre-allerta: la nuova normativa

Negli ultimi anni è cambiato un pezzo importante del modo in cui lo Stato italiano tratta le imprese in difficoltà. Si chiama Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (CCII), entrato in vigore con varie scadenze a partire dal 2022.

Per la PMI familiare media, è rilevante per un motivo solo. Ti mette in capo un obbligo di pre-allerta. Vediamo cosa significa.

Cosa cambia rispetto a prima

Fino al 2022, se la tua impresa entrava in crisi, il problema scattava al momento dell’insolvenza conclamata — quando non riuscivi più a pagare i fornitori. A quel punto, partivano le procedure (concordato, fallimento, etc.).

Dal 2022, il legislatore ha spostato il momento di intervento a monte. Ti chiede di accorgerti della crisi prima che diventi insolvenza, e di muoverti.

L’obiettivo è duplice. Salvare le imprese che si possono salvare, e farlo prima che il valore dell’azienda evapori.

Chi è obbligato

Tutte le imprese, salvo quelle minime. Per la PMI familiare marchigiana standard, l’obbligo c’è.

In particolare, l’obbligo grava sull’amministratore — cioè di solito tu, fondatore o erede. Non sul commercialista. Non sul consiglio. Su di te.

Gli indicatori di pre-allerta

Il codice individua indicatori specifici che, se superati per un periodo significativo, fanno scattare l’obbligo di intervento.

In sintesi, le tre famiglie di indicatori:

Famiglia 1 — Indici economico-finanziari.

Sono parametri come:

  • Rapporto patrimonio netto su totale debiti sotto soglie di settore
  • DSCR previsionale a 6 mesi sotto 1,0
  • Sostenibilità del debito calcolata su flussi prospettici insufficiente

Famiglia 2 — Ritardi nei pagamenti.

  • Debiti per retribuzioni scaduti da oltre 30 giorni che superano la metà delle retribuzioni mensili
  • Debiti verso fornitori scaduti da oltre 90 giorni di importo superiore a quelli non scaduti
  • Esposizioni nei confronti di banche con rate scadute da oltre 60 giorni di importo superiore al 5% del totale

Famiglia 3 — Segnalazioni dei creditori pubblici qualificati.

  • Agenzia delle Entrate, INPS, INAIL hanno l’obbligo di segnalarti — e di segnalarti agli organi di controllo — quando superi soglie specifiche di debito scaduto

Quando uno o più indicatori scattano, devi agire.

Cosa devi fare in pre-allerta

Tre azioni concrete.

Azione 1 — Verifica.

Ricontrolla i tuoi indicatori. Spesso scattano per ragioni temporanee (fattura grossa scaduta da pochi giorni). Ricontrollare evita allarmi falsi.

Azione 2 — Composizione negoziata.

È la principale novità del codice. Una procedura volontaria, riservata, con un esperto indipendente nominato dalla CCIAA. Aiuta a negoziare con i creditori (banche in primis) prima dell’insolvenza. Non è una procedura concorsuale. Tu resti al timone. Dura massimo 3-6 mesi.

Vantaggi: riservatezza, mantenimento del controllo, sospensione delle azioni esecutive durante la negoziazione, possibilità di accordi parziali con singoli creditori.

Azione 3 — Documentazione.

Tutto ciò che fai (o non fai) in pre-allerta deve essere documentato. Verbali di CdA. Lettere ai creditori. Piani di risanamento. Senza documentazione, in caso di evoluzione negativa, l’amministratore risponde personalmente di gestione non diligente.

Le conseguenze del non fare nulla

Se gli indicatori scattano e tu non agisci, due rischi gravi.

Rischio 1 — Responsabilità personale.

L’amministratore che ignora la pre-allerta risponde personalmente del peggioramento della situazione patrimoniale. In caso di fallimento successivo, la curatela può rivalersi sul tuo patrimonio personale per i danni arrecati ai creditori dalla gestione negligente.

Rischio 2 — Perdita delle opzioni.

La pre-allerta è una finestra temporale. Quando si chiude (insolvenza conclamata), le opzioni si restringono drasticamente. La composizione negoziata non è più disponibile. Restano procedure concorsuali pesanti.

Quando il commercialista vero serve davvero

Ecco la differenza concreta tra commercialista che firma il bilancio e commercialista che accompagna.

Il primo, di fronte a indicatori in peggioramento, ti dice: “Bisogna fare attenzione”. Punto.

Il secondo:

  • Monitora gli indicatori in tempo reale, non solo a bilancio
  • Avvisa l’amministratore prima che gli indicatori scattino formalmente
  • Prepara la composizione negoziata se serve, gestendo l’esperto CCIAA, le banche, i fornitori
  • Documenta tutto per proteggere l’amministratore

È un lavoro tecnico, riservato, urgente. Richiede competenza specifica.

Cosa fare adesso

Se hai dubbi sulla salute finanziaria della tua impresa, non aspettare. La caratteristica della pre-allerta è che funziona solo se sei in tempo.

Sessanta minuti di confronto preliminare ti permettono di guardare lucidamente i tuoi indicatori. Se sono a posto, esci tranquillo. Se non lo sono, esci con un piano.

Vieni a parlarci. Portati l’ultimo bilancio approvato e una situazione contabile di periodo, se hai. La conversazione è gratuita. Quello che impari, no.